Trelmarixian

Trelmarixian
Divinità Maggiore
Titoli Cavaliere della Carestia
Il Nero
Arcidaemon del Deperimento
Il Principe Lisogenico
Allineamento Neutrale Malvagio
Competenze Carestia
Adoratori Druidi Malvagi, Grifi, Fantasmi affamati, vittime dell' inedia, Urdefhan
Allineamento Chierici
Domini Concessi Terra, Male, Follia, Tempo Atmosferico
Arma Preferita Guanto d'arme chiodato


Trelmarixian il Nero (pronunciato trel-mar-IX-ee-an) è il Cavaliere della Carestia, e il più giovane degli arcidaemon di Abaddon. Patrono dei tumori e dell' auto-consumazione, è un uomo dalla testa di sciacallo eternamente affamato con denti di cristallo. Alla Corte Avvizzita nella sua cittadella sommersa da muco e linfa, egli comanda i suoi diaconi (i Meladaemon) per effettuare orribili esperimenti sulle anime.

Storia

Il più giovane e il più ambizioso dei Quattro, Trelmarixian il Nero è ossessionato dall' esplorazione sistematica del consumo dell' anima. Secondo le sue parole, “siamo nati come anime e destinati a distruggere la mortalità. Ma successivamente siamo destinati a cose ancora più grandi”. Spesso viene rappresentato come un uomo magro consumato dagli stenti con la testa di sciacallo, denti cristallini e carni nere stranamente fluide e membranose, Trelmarixian infatti non ha una forma propria. Il corpo del Cavaliere della Carestia esiste come un insieme di liquami protoplasmatici quali bile, sangue e muco, come fosse un cadavere decomposto e ridotto ad una poltiglia polposa e liquefatta. La sua forma non si solidifica mai del tutto, ed è come se fluisse man mano che si muove, con una membrana esterna che mantiene una certa consistenza alla sua apparenza. Sebbene mantenga questa figura, egli spesso adotta più di una testa (spesso tre), e occasionalmente permette al suo corpo metamorfico di apparire più bagnato fradicio di quanto già non lo sia. Quando ha a che fare con i mortali di una determinata razza, adotta caratteristiche simili alle loro, perfino precedenti alla testa da sciacallo. Sebbene raramente si copra con delle vesti, avvolte indossa elmo e spalliere ricavati da teschi di bestie uccise dalla carestia o dalla sovrappopolazione.
Sebbene si pensi che un tempo Trelmarixian fosse egli stesso un Meladaemon, e ciò spiegherebbe le somiglianze con il loro aspetto, la verità è più scioccante e allo stesso tempo disturbante. I Meladaemon, sempre stati emaciati e bestiali, in origine non erano così canini nell' aspetto. Quando Trelmarixian salì al potere e sconfisse il suo predecessore, la così chiamata Regina dei Parassiti, alterò con la forza e in modo permanente la forma dei suoi diaconi così da renderli nell' aspetto delle versioni minori di sé stesso, integrò inoltre nella loro struttura fisica alcuni dei tratti dello sciacallo. Il Principe Lisogenico non è null' altro che ambizioso.
Trelmarixian è giovane rispetto agli altri cavalieri, tuttavia “giovane” è un termine relativo, e il Cavaliere della Carestia detiene il suo titolo da diversi eoni. A causa della natura della sua morte da mortale, la sua anima fu intrappolata da Lyutheria la Regina dei Parassiti, e questa piuttosto che divorare tale anima, la deformò orribilmente e in maniera permanente in una forma che fosse di suo gradimento. Il suo interesse fu premiato, e in tale veste ha lavorato per millenni sotto di lei, comportandosi con il passare del tempo sempre meno come un servitore e sempre più come un consorte e un apprendista, integrando la sua ricerca con la propria. Lyutheria aveva regnato così a lungo da non ammettere più la possibilità di essere deposta, e pertanto concesse ai suoi servi più libertà di quanta ne sia stata mai concessa dagli altri cavalieri. Quando infine Trelmarixian ebbe sopraffatto e consumato l' anima della sua amante, diventando così il nuovo Cavaliere della Carestia, pochi rimasero sorpresi. Così come il suo predecessore, Trelmarixian il Nero incarna non solo il concetto degli stenti ma anche l' associato concetto più ampio del consumo, sia fisico che metafisico. Mentre la Regina dei Parassiti incarna il concetto del consumo attraverso un violento parassitismo, il Principe Lisogenico invece incarna il concetto del consumo come conseguenza di tumori e altre forme di deperimento, un' appassimento fisico legato ad un sistema immunitario compromesso che trasforma l' organismo stesso in una spirale discendente di decadimento corporeo.
L' abbraccio di Trelmarixian al Dominio della Follia la dice lunga, e ciò è legato sia al suo corrente status che al suo passato. Come il cancro virale che rappresenta, il Cavaliere della Carestia si comporta in modo analogo e concreto. Nel corso dei secoli, ah letteralmente inerito porzioni di sé stesso quali celate infezioni all' interno dei suoi servitori tra i Meladaemon, inclusi alcuni dei suoi più potenti vassalli daemoniaci alla Corte Avvizzita. Precisamente quanta influenza e controllo può esercitare è noto solo al cavaliere, e sebbene questa infezione apra solo una finestra di consapevolezza, tale connessione deve bombardarlo con informazioni sensoriali su scala talmente vasta da farlo impazzire.
Come risultato, la mente frammentata di Trelmarixian è ricolma di insanità e una moltitudine di voci, alle quali fa capo quella del suo predecessore, mentore e amante: la Regina dei Parassiti. Egli ancora la adora a modo suo, sebbene il deperimento e l' agonia siano i suoi unici metodi di esprimere questi sentimenti mortali, lei a sua volta gli parla, consigliandolo come ritiene più opportuno oppure deridendolo per la sua poca lungimiranza come una coscienza aggressiva e consapevole di sé. Con la forza di volontà egli può far tacere le voci, ma una cosa lo tormenta più di tutte. La maggior parte dei daemon conservano solo memorie frammentate della loro vita mortale. Trelmarixian, dal canto suo, ricorda tutto, ad eccezione degli ultimi minuti della sua vita. Nonostante abbia estinto ogni singola vita incontrata in vita nel suo mondo grazie alla stregoneria, e in questo modo ha condannato sé stesso, ricorda di qualcuno che gli ha parlato alla fine della sua esistenza mortale, gli ha posto delle domande e ha schernito i suoi successi definendoli ridicoli rispetto a ciò che lo aspettava dopo la morte. Nonostante abbia ucciso chiunque abbia conosciuto in vita sua, qualcuno era lì, e lui non riesce a ricordare il suo viso e le sue ultime parole prima che morisse.
Come mortale, Trelmarixian nacque tiefling di ignota eredità mortale, ma il suo sangue si caratterizzava distintamente per un tratto daemoniaco. Le sue memorie lo perseguitano, come l' interrogativo sull' eredità del sangue cui è legata la sua anima (e pertanto chi potrebbe ancora avere qualche diritto su di lui). E' la progenie di un daemon qualunque, della Regina dei Parassiti, oppure di un altro cavaliere? Ciò che lo perseguita maggiormente è la consapevolezza che lui stesso è nato come tramite per il ritorno del suo stesso progenitore (un virus all' interno di un altro che aspetta, in incubazione, di manifestarsi e sbarazzarsi di lui come lui stesso fece con il suo predecessore).
Trelmarixian spesso evita le cavalcature ad eccezione di quanto si incontra con i suoi alleati tra i Quattro, nonostante ciò possiede una cavalcatura: l' incubo Penombra. Adatto al suo padrone, la pelle lucida di tale incubo è del colore dell' ebano e appare tesa sulle ossa, la sua forma è secca con i segni di una prolungata inedia e atrofia muscolare, i suoi occhi ardono del misterioso splendore che caratterizza il cielo eclissato di Abaddon. Quando Trelmarixian cavalca la linea che separa cavalcatura e cavaliere appare confusa, come se una pozione dell' essenza di Trelmarixian permeasse l' incubo. Il padrone non cavalca semplicemente il suo destriero ma è come se lo abitasse, infatti l' incubo vomita il cavaliere dalla sua bocca, occhi e naso una volta arrivati a destinazione.

Empio Simbolo

Il simbolo empio di Trelmarixian è il teschio nero di uno sciacallo che avvolge le fauci attorno ad un sole eclissato.


Fonte: http://pathfinderwiki.com/wiki/Trelmarixian